{"id":202,"date":"2026-03-15T18:45:00","date_gmt":"2026-03-15T18:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bionemesi.it\/?p=202"},"modified":"2026-08-15T18:57:57","modified_gmt":"2026-08-15T18:57:57","slug":"la-biodiversita-non-e-una-collezione-di-animali-da-salvare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/2026\/03\/15\/la-biodiversita-non-e-una-collezione-di-animali-da-salvare\/","title":{"rendered":"La biodiversit\u00e0 non \u00e8 una collezione di animali da salvare"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando scompare una specie non perdiamo soltanto un nome da un\u2019enciclopedia: indeboliamo una rete dalla quale dipendono cibo, acqua, salute, suolo ed economia.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando sentiamo parlare di biodiversit\u00e0, quasi sempre ci viene mostrato un animale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una tigre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un elefante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un rinoceronte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019ape.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una tartaruga marina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 comprensibile. Un animale ha un volto, uno sguardo, una storia che possiamo raccontare. \u00c8 molto pi\u00f9 difficile emozionarsi davanti a un fungo microscopico, a una variet\u00e0 locale di grano o a una comunit\u00e0 di batteri presenti nel terreno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure la biodiversit\u00e0 non \u00e8 una grande collezione di specie rare da conservare come in un museo naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qualcosa di molto pi\u00f9 importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 la <strong>variet\u00e0 della vita<\/strong> e, soprattutto, l\u2019insieme delle relazioni che permettono agli ecosistemi di funzionare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una rete che non vediamo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In una foresta, in un prato o in un terreno agricolo migliaia di organismi interagiscono continuamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le piante producono materia organica attraverso la fotosintesi. Gli insetti impollinano. Funghi e batteri decompongono ci\u00f2 che muore e restituiscono nutrienti al terreno. Predatori e prede regolano reciprocamente le proprie popolazioni. Le radici contribuiscono alla struttura del suolo, mentre la vegetazione influenza il movimento dell\u2019acqua e del carbonio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quasi nessuno di questi organismi lavora da solo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che chiamiamo ecosistema \u00e8 proprio questa rete di relazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La biodiversit\u00e0 rappresenta quindi anche una forma di sicurezza. Pi\u00f9 un ecosistema \u00e8 ricco e complesso, maggiori possono essere le possibilit\u00e0 che alcune funzioni continuino a essere svolte quando una specie diminuisce o quando cambiano le condizioni ambientali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non significa che ogni specie possa essere sostituita facilmente da un\u2019altra. Alcuni organismi svolgono ruoli difficili da rimpiazzare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Significa per\u00f2 che semplificare progressivamente gli ecosistemi pu\u00f2 renderli pi\u00f9 fragili.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/interna_9_1-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-209\" srcset=\"https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/interna_9_1-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/interna_9_1-300x200.png 300w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/interna_9_1-768x512.png 768w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/interna_9_1.png 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un milione di specie minacciate<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La dimensione della crisi \u00e8 notevole.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La valutazione globale IPBES, ripresa ancora nel 2026 dal Programma delle Nazioni Unite per l\u2019Ambiente, stima che <strong>circa un milione degli otto milioni di specie animali e vegetali considerate siano minacciate di estinzione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dato \u00e8 impressionante, ma rischia anche di diventare astratto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un milione \u00e8 un numero talmente grande che \u00e8 difficile attribuirgli un significato concreto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema, inoltre, non comincia quando una specie scompare definitivamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un animale o una pianta possono continuare a esistere formalmente mentre le loro popolazioni diminuiscono, diventano frammentate o perdono gran parte dell\u2019habitat.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La funzione ecologica di una specie pu\u00f2 quindi indebolirsi molto prima della sua estinzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo la crisi della biodiversit\u00e0 non dovrebbe essere misurata soltanto contando le specie che abbiamo gi\u00e0 perso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dovremmo osservare anche <strong>quanto stiamo impoverendo le popolazioni e gli ecosistemi che restano<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Perch\u00e9 la natura sta diminuendo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esiste un\u2019unica causa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La trasformazione degli habitat rimane uno dei principali fattori: foreste convertite in terreni agricoli, zone umide prosciugate, infrastrutture, espansione urbana e frammentazione degli ambienti naturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo si aggiungono lo sfruttamento diretto delle specie, l\u2019inquinamento, il cambiamento climatico e la diffusione di specie invasive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">UNEP identifica proprio questi fattori tra i principali motori della perdita globale di natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa interessante \u00e8 che quasi tutti sono collegati al funzionamento normale della nostra economia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Produciamo cibo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Costruiamo citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Estraiamo risorse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trasportiamo merci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Produciamo energia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi della biodiversit\u00e0 non nasce quindi da un\u2019attivit\u00e0 marginale svolta da pochi individui irresponsabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il risultato cumulativo del modo in cui utilizziamo territorio e risorse.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le api sono soltanto la parte pi\u00f9 conosciuta del problema<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli impollinatori sono diventati uno dei simboli della crisi della biodiversit\u00e0, soprattutto grazie alle api.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma l\u2019impollinazione non dipende soltanto dalle api domestiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insetti selvatici, farfalle, falene, coleotteri, uccelli e altri animali partecipano in modi diversi alla riproduzione delle piante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La valutazione IPBES sugli impollinatori ha mostrato che la diversit\u00e0 degli impollinatori selvatici contribuisce alla produzione agricola anche dove le api allevate sono presenti in grandi quantit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo ci aiuta a capire perch\u00e9 la biodiversit\u00e0 \u00e8 diversa dalla semplice presenza di una specie utile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potremmo teoricamente aumentare il numero di api domestiche, ma ci\u00f2 non sostituirebbe automaticamente l\u2019intera variet\u00e0 di impollinatori selvatici e delle relazioni ecologiche che li sostengono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un sistema complesso non pu\u00f2 essere sempre sostituito da una singola soluzione tecnologica o biologica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Anche il suolo \u00e8 pieno di biodiversit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando camminiamo su un terreno vediamo quasi esclusivamente la superficie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sotto i nostri piedi esiste per\u00f2 un ecosistema straordinariamente complesso composto da batteri, funghi, insetti, lombrichi e moltissimi altri organismi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi esseri viventi partecipano alla decomposizione della materia organica, al ciclo dei nutrienti e alla formazione della struttura del suolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un terreno fertile non \u00e8 semplicemente polvere arricchita con fertilizzanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un sistema biologico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il suolo perde materia organica, biodiversit\u00e0 e struttura, pu\u00f2 diventare pi\u00f9 vulnerabile all\u2019erosione, trattenere meno acqua e richiedere maggiori interventi esterni per continuare a produrre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un buon esempio di quanto la natura lavori gratuitamente per noi fino al momento in cui smette di riuscirci.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo allora cominciamo a calcolare quanto costerebbe sostituire artificialmente alcune delle sue funzioni.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una foresta non \u00e8 soltanto un insieme di alberi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche il concetto di foresta viene spesso semplificato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista visivo, una piantagione e una foresta naturale possono apparire entrambe come grandi superfici verdi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma ecologicamente possono essere molto diverse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una foresta complessa contiene alberi di et\u00e0 e specie differenti, sottobosco, legno morto, funghi, insetti, uccelli e mammiferi. \u00c8 attraversata da una rete di relazioni costruita nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una piantagione uniforme pu\u00f2 svolgere alcune funzioni importanti, compresa la produzione di legname e una certa capacit\u00e0 di assorbimento del carbonio, ma non possiede necessariamente la stessa biodiversit\u00e0 e la stessa complessit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 importante anche nella lotta al cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Piantare alberi pu\u00f2 essere utile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proteggere una foresta gi\u00e0 esistente spesso significa per\u00f2 preservare contemporaneamente carbonio, suolo, acqua e biodiversit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le due cose non sono equivalenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La natura entra anche nella nostra economia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe sembrare che tutto questo riguardi soprattutto ecologi e ambientalisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 la biodiversit\u00e0 \u00e8 profondamente intrecciata con l\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019agricoltura dipende da suoli, acqua, impollinatori e condizioni climatiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La pesca dipende dal funzionamento degli ecosistemi marini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019industria farmaceutica utilizza molecole e conoscenze derivate dal mondo naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Foreste e zone umide possono contribuire alla regolazione dell\u2019acqua e alla riduzione di alcuni rischi naturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte molto significativa della popolazione mondiale dipende inoltre direttamente dalle specie selvatiche per reddito, cibo o combustibile. Una valutazione IPBES ha stimato che <strong>una persona su cinque nel mondo dipende dalle specie selvatiche per reddito e alimentazione<\/strong>, mentre circa 2,4 miliardi di persone utilizzano legna come combustibile per cucinare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La biodiversit\u00e0, quindi, non rappresenta un lusso da proteggere quando l\u2019economia va bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una parte dell\u2019infrastruttura sulla quale l\u2019economia stessa si appoggia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il problema \u00e8 che molte funzioni della natura non hanno un prezzo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se abbattiamo una foresta e vendiamo il legname, l\u2019operazione compare nell\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se lasciamo quella foresta in piedi mentre conserva biodiversit\u00e0, regola l\u2019acqua e protegge il suolo, gran parte di quel valore non compare in nessun bilancio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 uno dei grandi paradossi del nostro sistema economico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che estraiamo viene facilmente misurato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 che conserviamo molto meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo pu\u00f2 portare a decisioni apparentemente convenienti nel breve periodo ma costose nel lungo termine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una zona umida distrutta pu\u00f2 lasciare spazio a nuovi edifici e generare immediatamente valore economico. Ma se quella stessa zona contribuiva ad assorbire l\u2019acqua durante eventi estremi, il costo della sua perdita potrebbe comparire anni dopo sotto forma di allagamenti e nuove infrastrutture di difesa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La natura possiede valore anche quando non produce qualcosa che possiamo vendere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Biodiversit\u00e0 non significa impedire ogni attivit\u00e0 umana<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proteggere la biodiversit\u00e0 non significa trasformare il pianeta in una riserva integrale nella quale l\u2019essere umano non possa pi\u00f9 produrre cibo, costruire abitazioni o utilizzare risorse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli esseri umani fanno parte degli ecosistemi e li modificano da migliaia di anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione \u00e8 l\u2019intensit\u00e0 e la velocit\u00e0 della trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019agricoltura che mantiene siepi, rotazioni, variet\u00e0 coltivate differenti e spazi per la biodiversit\u00e0 pu\u00f2 avere conseguenze molto diverse da una completa semplificazione del paesaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una citt\u00e0 con parchi, alberi, corsi d\u2019acqua recuperati e corridoi ecologici pu\u00f2 ospitare molta pi\u00f9 vita di una superficie interamente impermeabilizzata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Persino alcune infrastrutture possono essere progettate riducendo la frammentazione degli habitat.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non esiste quindi una scelta obbligatoria tra sviluppo umano e natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esistono modi diversi di svilupparsi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le citt\u00e0 possono essere parte della soluzione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando pensiamo alla biodiversit\u00e0 immaginiamo spesso luoghi lontani dalle citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 gli ambienti urbani possono svolgere un ruolo sorprendente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parchi, giardini, alberature, tetti verdi, zone umide e corsi d\u2019acqua possono creare habitat e connessioni per numerose specie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma soprattutto possono ristabilire una relazione tra esseri umani e natura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una citt\u00e0 nella quale i bambini crescono senza quasi mai vedere un insetto, un terreno naturale o un corso d\u2019acqua rischia di trasformare la biodiversit\u00e0 in un concetto astratto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La natura diventa qualcosa che esiste nei documentari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ci\u00f2 che non conosciamo diventa molto pi\u00f9 facile da perdere senza accorgercene.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Proteggere il 30% non significa dimenticare il restante 70%<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2022 quasi tutti i paesi del mondo hanno adottato il <strong>Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework<\/strong>, che stabilisce 23 obiettivi da perseguire entro il 2030. Tra questi figura il celebre obiettivo di conservare efficacemente almeno il 30% delle terre, delle acque interne e degli oceani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un obiettivo ambizioso e importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma potrebbe essere interpretato male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proteggere il 30% del pianeta non significa che possiamo degradare liberamente il restante 70%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli ecosistemi non funzionano come isole indipendenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli animali si spostano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I fiumi attraversano territori differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019inquinamento viaggia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambiamento climatico raggiunge anche le aree protette.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le riserve naturali sono fondamentali, ma devono essere inserite in territori nei quali anche agricoltura, infrastrutture e citt\u00e0 diventino pi\u00f9 compatibili con la natura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_9_2-1024x683.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-206\" srcset=\"https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_9_2-1024x683.png 1024w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_9_2-300x200.png 300w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_9_2-768x512.png 768w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_9_2.png 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il cambiamento climatico rende tutto pi\u00f9 difficile<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Biodiversit\u00e0 e clima vengono spesso affrontati come due problemi differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 sono profondamente collegati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019aumento delle temperature modifica habitat, stagioni e disponibilit\u00e0 d\u2019acqua. Alcune specie possono spostarsi verso latitudini o altitudini differenti, mentre altre non riescono a farlo abbastanza rapidamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, ecosistemi degradati possono diventare meno capaci di assorbire carbonio e di proteggerci dalle conseguenze del cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una foresta sana pu\u00f2 contribuire alla regolazione del clima locale e all\u2019immagazzinamento del carbonio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una zona umida pu\u00f2 trattenere acqua e carbonio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un ecosistema costiero pu\u00f2 ridurre l\u2019energia delle onde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo proteggere la biodiversit\u00e0 \u00e8 anche una forma di adattamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ridurre il cambiamento climatico significa diminuire una delle pressioni che stanno trasformando gli ecosistemi.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non sappiamo esattamente che cosa perdiamo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste infine un aspetto che rende la crisi della biodiversit\u00e0 particolarmente inquietante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conosciamo soltanto una parte delle specie presenti sulla Terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molti organismi non sono ancora stati descritti scientificamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri sono conosciuti soltanto superficialmente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando distruggiamo un habitat potremmo quindi perdere specie prima ancora di averle studiate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E con esse possiamo perdere relazioni ecologiche, informazioni genetiche e potenziali applicazioni che non abbiamo avuto nemmeno il tempo di scoprire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa che ogni organismo sconosciuto contenga necessariamente la cura per una malattia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe una semplificazione opposta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Significa piuttosto che stiamo modificando un sistema di cui comprendiamo soltanto una parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista scientifico, \u00e8 un motivo sufficiente per procedere con maggiore prudenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non stiamo salvando la natura da noi. Stiamo proteggendo ci\u00f2 da cui dipendiamo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il linguaggio ambientalista utilizza spesso l\u2019espressione \u201csalvare la natura\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la natura non \u00e8 un soggetto fragile separato dall\u2019essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il sistema nel quale viviamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Possiamo semplificarlo, trasformarlo e impoverirlo. La vita, in qualche forma, continuer\u00e0 comunque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 capire se gli ecosistemi che resteranno saranno ancora capaci di fornire le condizioni nelle quali miliardi di esseri umani possono vivere con relativa sicurezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse dovremmo quindi smettere di pensare alla biodiversit\u00e0 come a un gigantesco album di figurine nel quale cerchiamo disperatamente di non perdere qualche animale raro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione non \u00e8 soltanto quanti animali rimarranno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 <strong>quanto rester\u00e0 stabile la rete che li collega a noi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando proteggiamo un insetto impollinatore proteggiamo anche una funzione agricola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando proteggiamo un bosco proteggiamo anche suolo, acqua e carbonio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando proteggiamo una zona umida proteggiamo contemporaneamente habitat e capacit\u00e0 di gestire l\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E quando preserviamo la diversit\u00e0 genetica, manteniamo possibilit\u00e0 evolutive che potrebbero diventare preziose in un mondo che cambia rapidamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La biodiversit\u00e0 non \u00e8 una collezione di animali da salvare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 la trama biologica sulla quale abbiamo costruito la nostra civilt\u00e0. E continuare a strapparne i fili senza sapere quali tengano insieme l\u2019intera rete \u00e8 un rischio che difficilmente possiamo permetterci.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando scompare una specie non perdiamo soltanto un nome da un\u2019enciclopedia: indeboliamo una rete dalla quale dipendono cibo, acqua, salute, suolo ed economia. Quando sentiamo parlare di biodiversit\u00e0, quasi sempre ci viene mostrato un animale. Una tigre. Un elefante. Un rinoceronte. Un\u2019ape. Una tartaruga marina. \u00c8 comprensibile. 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