{"id":197,"date":"2026-02-10T17:16:00","date_gmt":"2026-02-10T17:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.bionemesi.it\/?p=197"},"modified":"2026-08-15T18:26:44","modified_gmt":"2026-08-15T18:26:44","slug":"miniere-negli-abissi-dobbiamo-scavare-il-fondo-delloceano-per-salvare-il-clima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/2026\/02\/10\/miniere-negli-abissi-dobbiamo-scavare-il-fondo-delloceano-per-salvare-il-clima\/","title":{"rendered":"Miniere negli abissi: dobbiamo scavare il fondo dell\u2019oceano per salvare il clima?"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A migliaia di metri sotto la superficie esistono depositi ricchi di nichel, rame, cobalto e manganese. Potrebbero alimentare alcune tecnologie della transizione energetica, ma estrarli significa intervenire in ecosistemi che conosciamo ancora molto poco.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando pensiamo a una miniera immaginiamo una montagna scavata, enormi escavatori, strade sterrate e tonnellate di roccia spostate ogni giorno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Esiste per\u00f2 un\u2019altra possibile frontiera dell\u2019industria mineraria che non vedremmo mai con i nostri occhi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si trova a migliaia di metri sotto la superficie dell\u2019oceano, in luoghi dove la luce del Sole non arriva, le temperature sono molto basse e la pressione \u00e8 enorme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Su alcune pianure abissali sono presenti milioni di formazioni rocciose chiamate <strong>noduli polimetallici<\/strong>. Crescono molto lentamente sul fondale e contengono metalli come manganese, nichel, rame e cobalto, materiali utilizzati in numerose tecnologie industriali e, in alcuni casi, nelle batterie e nelle infrastrutture della transizione energetica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui nasce una domanda che nei prossimi anni potrebbe diventare sempre pi\u00f9 importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se abbiamo bisogno di pi\u00f9 minerali per elettrificare trasporti, reti e sistemi energetici, perch\u00e9 non recuperarne una parte dal fondo degli oceani?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta \u00e8 molto meno semplice di quanto possa sembrare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Una nuova frontiera mineraria<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cosiddetto <strong>deep-sea mining<\/strong>, l\u2019estrazione mineraria in acque profonde, comprende attivit\u00e0 differenti. Oltre ai noduli polimetallici delle pianure abissali, esistono depositi di solfuri nei pressi di sorgenti idrotermali e croste ricche di metalli che si formano sulle montagne sottomarine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle aree pi\u00f9 studiate \u00e8 la <strong>Clarion-Clipperton Zone<\/strong>, una vasta regione del Pacifico compresa grossomodo tra Hawaii e Messico, dove sono presenti grandi concentrazioni di noduli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle zone dei fondali oltre le giurisdizioni nazionali, la gestione delle risorse minerarie rientra nel quadro dell\u2019<strong>International Seabed Authority<\/strong>, l\u2019organizzazione istituita dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al momento, per\u00f2, \u00e8 importante chiarire un punto: <strong>l\u2019ISA non ha autorizzato alcuna attivit\u00e0 commerciale di estrazione mineraria nell\u2019Area internazionale<\/strong>. Sono stati stipulati contratti di esplorazione, ma le regole che dovrebbero disciplinare un\u2019eventuale futura fase commerciale sono ancora oggetto di negoziato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 il Consiglio dell\u2019ISA ha continuato infatti a lavorare al cosiddetto <em>Mining Code<\/em>, il complesso di norme che dovrebbe stabilire condizioni, controlli e obblighi ambientali per un\u2019eventuale futura attivit\u00e0 estrattiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa distinzione \u00e8 fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La corsa ai minerali degli abissi \u00e8 gi\u00e0 iniziata sul piano scientifico, tecnologico e politico, ma non siamo ancora di fronte a una normale industria mineraria commerciale operativa nelle aree internazionali.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cosa sono davvero i noduli polimetallici?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A prima vista possono sembrare semplici pietre sparse sul fondo del mare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In realt\u00e0 sono il risultato di processi estremamente lenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I metalli presenti nell\u2019acqua marina e nei sedimenti si depositano progressivamente attorno a un piccolo nucleo, formando strutture che possono richiedere milioni di anni per raggiungere dimensioni di pochi centimetri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo significa che, dal punto di vista umano, non sono una risorsa rinnovabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una volta rimossi, non possiamo aspettare qualche decennio e ritrovarli al loro posto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E non sono nemmeno semplicemente pietre appoggiate su un fondale biologicamente vuoto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Attorno ai noduli e nei sedimenti circostanti vivono organismi adattati a condizioni molto particolari. Alcune specie utilizzano proprio le superfici dure offerte dai noduli come habitat.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rimuovere il minerale significa quindi rimuovere anche una parte della struttura fisica dell\u2019ecosistema.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_7_1-1024x416.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-199\" srcset=\"https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_7_1-1024x416.png 1024w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_7_1-300x122.png 300w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_7_1-768x312.png 768w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_7_1.png 1063w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Come si estrae qualcosa a cinquemila metri di profondit\u00e0?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta naturalmente di mandare minatori sul fondo dell\u2019oceano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I progetti di deep-sea mining prevedono grandi veicoli robotizzati che si muovono sul fondale raccogliendo i noduli. Il materiale verrebbe poi trasportato verso una nave in superficie attraverso lunghi sistemi di tubazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista ingegneristico \u00e8 un\u2019impresa straordinaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal punto di vista ambientale, per\u00f2, significa far transitare macchine pesanti su sedimenti che in molti casi sono rimasti relativamente indisturbati per periodi enormemente pi\u00f9 lunghi della storia della nostra civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I veicoli non raccoglierebbero soltanto i noduli. Comprimerebbero e disturberebbero il fondo marino, sollevando sedimenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle principali questioni scientifiche riguarda proprio questi <strong>pennacchi di sedimento<\/strong>, che possono essere trasportati dalle correnti e influenzare organismi anche oltre l\u2019area direttamente attraversata dalle macchine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo si aggiungono rumore, illuminazione artificiale e altre forme di disturbo in ambienti evoluti in condizioni di oscurit\u00e0 quasi totale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il problema pi\u00f9 grande \u00e8 quanto poco conosciamo gli abissi<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019oceano profondo \u00e8 uno degli ambienti meno conosciuti del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni nuova campagna scientifica continua a descrivere specie e relazioni ecologiche che prima conoscevamo poco o per nulla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo crea una situazione insolita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Normalmente cerchiamo di valutare l\u2019impatto di un\u2019attivit\u00e0 confrontando ci\u00f2 che potrebbe accadere con una situazione di partenza ben conosciuta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei fondali oceanici profondi, invece, la situazione di partenza \u00e8 in parte ancora da scoprire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sappiamo esattamente quante specie vivano in molte aree, quale sia il loro ruolo ecologico o quanto tempo occorrerebbe agli ecosistemi per recuperare dopo un disturbo su larga scala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non dimostra automaticamente che il deep-sea mining sia incompatibile con qualsiasi forma di tutela ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dimostra per\u00f2 che la decisione viene presa in condizioni di <strong>forte incertezza scientifica<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio questa incertezza il centro della discussione.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ma anche le miniere sulla terra hanno un costo<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo punto sarebbe facile concludere che sia sufficiente lasciare intatti gli abissi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il problema dei minerali non scompare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rame, nichel, cobalto, litio e molti altri materiali vengono estratti sulla terraferma e la loro produzione pu\u00f2 comportare deforestazione, consumo d\u2019acqua, emissioni, inquinamento e conflitti con le comunit\u00e0 locali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">UNEP ha sottolineato come la crescente domanda di minerali e metalli legata alla digitalizzazione e alla decarbonizzazione renda sempre pi\u00f9 importante ridurre gli impatti ambientali e sociali dell\u2019intero settore estrattivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 quindi troppo semplice contrapporre una miniera terrestre \u201ccattiva\u201d a un fondale oceanico \u201cbuono\u201d, o viceversa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni fonte di materie prime comporta conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda vera \u00e8 quale combinazione di estrazione, riciclo, innovazione e riduzione della domanda produca il minor danno complessivo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La transizione ecologica ha bisogno di materia<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un aspetto che a volte dimentichiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pannelli solari, turbine eoliche, batterie, reti elettriche e veicoli elettrici permettono di ridurre l\u2019utilizzo dei combustibili fossili, ma non sono immateriali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Richiedono acciaio, rame, alluminio e numerosi altri minerali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La transizione energetica sostituisce quindi progressivamente un sistema basato sull\u2019estrazione continua di combustibili con uno che richiede grandi quantit\u00e0 di materiali per costruire infrastrutture.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La differenza \u00e8 importante: un pannello o una batteria vengono costruiti utilizzando materia che pu\u00f2 restare in servizio per anni, mentre carbone, petrolio e gas vengono estratti per essere bruciati una sola volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 non significa per\u00f2 che i minerali diventino improvvisamente privi di impatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 rapidamente costruiamo nuove infrastrutture, maggiore diventa la pressione sulle filiere minerarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 proprio questa pressione a rendere appetibili risorse che fino a pochi anni fa sembravano troppo difficili da raggiungere.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Prima di aprire una nuova miniera potremmo guardare quelle che abbiamo gi\u00e0 costruito<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte crescente dei metalli necessari alla nostra economia si trova gi\u00e0 nelle citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Automobili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Computer.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Telefoni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elettrodomestici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cavi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Batterie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Edifici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni prodotto arrivato alla fine della propria vita contiene materiali che abbiamo gi\u00e0 estratto dal pianeta, raffinato e trasportato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo si parla sempre pi\u00f9 spesso di <strong>urban mining<\/strong>, la possibilit\u00e0 di considerare citt\u00e0 e rifiuti tecnologici come vere e proprie miniere secondarie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il riciclo non potr\u00e0 probabilmente soddisfare da solo tutta la domanda, soprattutto mentre il sistema energetico mondiale continua a espandersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma pu\u00f2 ridurre la quantit\u00e0 di nuova estrazione necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E soprattutto aumenta di importanza man mano che cresce il patrimonio di metalli gi\u00e0 presente nell\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Anche cambiare tecnologia pu\u00f2 cambiare la domanda di minerali<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le previsioni sulle risorse necessarie non sono immutabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tecnologie evolvono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcune batterie utilizzano quantit\u00e0 significative di nichel e cobalto, mentre altre chimiche ne utilizzano quantit\u00e0 minori o non ne utilizzano affatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I processi industriali diventano pi\u00f9 efficienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le batterie vengono progettate per durare pi\u00f9 a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il recupero dei materiali migliora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo significa che la domanda futura di un determinato minerale dipende non soltanto da quante automobili elettriche o sistemi di accumulo costruiremo, ma anche da <strong>come saranno costruiti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un elemento importante nel dibattito sul deep-sea mining.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di sostenere che un nuovo territorio debba necessariamente essere sfruttato, dovremmo essere ragionevolmente sicuri che quella risorsa sia davvero necessaria e che non esistano alternative meno impattanti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">E poi esiste un\u2019altra domanda: quanta tecnologia ci serve davvero?<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La transizione ecologica viene spesso presentata come una semplice sostituzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sostituiamo ogni automobile a benzina con una elettrica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni centrale fossile con una rinnovabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ogni apparecchio con uno nuovo pi\u00f9 efficiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma un sistema sostenibile potrebbe richiedere anche qualcosa di pi\u00f9 profondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una citt\u00e0 con trasporto pubblico efficiente, percorsi pedonali e servizi vicini pu\u00f2 avere bisogno di meno automobili complessive, indipendentemente dal motore che utilizzano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un prodotto che dura vent\u2019anni richiede meno sostituzioni di uno progettato per durarne cinque.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un\u2019economia che recupera materiali ha bisogno di meno nuove miniere di una che continua a trasformare risorse preziose in rifiuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione mineraria, quindi, non riguarda soltanto dove scavare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Riguarda anche <strong>quanto materiale chiediamo al sistema economico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il principio di prudenza<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando una nuova tecnologia promette grandi benefici ma comporta rischi difficili da quantificare, nasce inevitabilmente una discussione sul principio di precauzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel caso delle miniere abissali la domanda \u00e8 particolarmente delicata: quanto dobbiamo sapere prima di autorizzare un\u2019attivit\u00e0 che potrebbe trasformare ecosistemi molto difficili da osservare e ancora pi\u00f9 difficili da ripristinare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni governi e organizzazioni chiedono una pausa precauzionale o una moratoria finch\u00e9 non saranno disponibili conoscenze scientifiche e regole ritenute sufficienti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Altri paesi e soggetti industriali ritengono invece che sia possibile costruire un quadro regolatorio capace di consentire l\u2019estrazione minimizzando gli impatti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La discussione internazionale \u00e8 ancora aperta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ISA stessa conferma che le regole per lo sfruttamento commerciale sono tuttora in negoziazione e che, allo stato attuale, <strong>nessuna attivit\u00e0 commerciale \u00e8 stata approvata nelle aree internazionali sotto il suo mandato<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non siamo quindi ancora al punto in cui la questione possa essere considerata decisa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"403\" src=\"https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_7_2-1024x403.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-200\" srcset=\"https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_7_2-1024x403.png 1024w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_7_2-300x118.png 300w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_7_2-768x302.png 768w, https:\/\/www.bionemesi.it\/wp-content\/uploads\/2026\/08\/interna_7_2.png 1062w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019oceano profondo non \u00e8 un deserto<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per molto tempo abbiamo immaginato gli abissi come ambienti praticamente vuoti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Freddi, bui e biologicamente poveri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi sappiamo che non \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La vita esiste anche nelle profondit\u00e0 estreme e ha sviluppato adattamenti straordinari. Alcuni ecosistemi crescono con una lentezza che rende i nostri tempi industriali quasi istantanei al confronto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio questa lentezza a rendere il problema particolare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una foresta abbattuta pu\u00f2, almeno in teoria, ricrescere nell\u2019arco di decenni o secoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un nodulo polimetallico che impiega milioni di anni a formarsi non pu\u00f2 essere ripristinato in tempi significativi per una societ\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando interveniamo sul fondo dell\u2019oceano dobbiamo quindi accettare l\u2019idea che alcune trasformazioni possano essere, nella pratica, <strong>irreversibili su scala umana<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Non dobbiamo scegliere tra clima e oceano<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il titolo di questo articolo contiene volutamente una provocazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dobbiamo scavare il fondo dell\u2019oceano per salvare il clima?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Probabilmente la domanda \u00e8 formulata male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proteggere il clima distruggendo altri sistemi naturali non sarebbe una vera transizione ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allo stesso tempo, pretendere di costruire un sistema energetico completamente nuovo senza riconoscere che esso richieder\u00e0 grandi quantit\u00e0 di materiali sarebbe altrettanto irrealistico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La soluzione non consiste nel scegliere quale ambiente sacrificare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Consiste nel cercare di ridurre contemporaneamente la dipendenza dai combustibili fossili e la quantit\u00e0 di nuove risorse che dobbiamo estrarre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Significa migliorare il riciclo, progettare tecnologie meno dipendenti da materiali critici, rendere i prodotti pi\u00f9 longevi e utilizzare meglio ci\u00f2 che abbiamo gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E soltanto dopo valutare quanta nuova estrazione sia realmente necessaria e dove possa avvenire con il minor danno possibile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L\u2019ultima frontiera<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli esseri umani hanno raggiunto quasi ogni ambiente del pianeta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo trasformato foreste, deviato fiumi, perforato montagne e scavato miniere profonde chilometri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fondo dell\u2019oceano rappresenta una delle ultime grandi frontiere che non abbiamo ancora industrializzato su larga scala.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo non significa che debba rimanere intoccabile per principio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma dovrebbe renderci particolarmente prudenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 possiamo sempre decidere di iniziare a sfruttare una nuova risorsa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto pi\u00f9 difficile \u00e8 tornare indietro dopo aver scoperto che l\u2019ecosistema che abbiamo modificato svolgeva funzioni che non avevamo ancora compreso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse i minerali degli abissi diventeranno un giorno una componente della nostra economia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse nuove tecnologie e il riciclo ridurranno la necessit\u00e0 di utilizzarli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">O forse scopriremo che il loro valore maggiore consiste proprio nel lasciarli sul fondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non abbiamo ancora tutte le risposte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 precisamente questo il motivo per cui dovremmo evitare di comportarci come se le avessimo gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Prima di aprire una nuova miniera nell\u2019ultimo grande ambiente quasi inesplorato della Terra, dovremmo almeno conoscere abbastanza bene ci\u00f2 che rischiamo di perdere.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A migliaia di metri sotto la superficie esistono depositi ricchi di nichel, rame, cobalto e manganese. Potrebbero alimentare alcune tecnologie della transizione energetica, ma estrarli significa intervenire in ecosistemi che conosciamo ancora molto poco. Quando pensiamo a una miniera immaginiamo una montagna scavata, enormi escavatori, strade sterrate e tonnellate di roccia spostate ogni giorno. Esiste [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":198,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6,1],"tags":[26,27],"class_list":["post-197","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-e-scienza","category-sostenibilita","tag-ambiente","tag-consumi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=197"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":201,"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197\/revisions\/201"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/198"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bionemesi.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}